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Il terzo lato della medaglia, blog di Giovanni Villino
lunedì, 29 giugno 2009
12:25

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Vicende culinarie della politica di casa nostra

Scritto e riletto un paio di volte da Villino in: politica, uuuuu

immagine tratta da www.fascioemartello.itSchermaglie o goliardia? Fatto sta che, all'indomani della nomina degli ultimi tre assessori che di fatto completano la giunta targata Lombardo, l'Udc informa dell'invio di una bottiglia di Coca Cola. “Appreso dello straripante e straparlante successo dell’onorevole Gianfranco Micciché - si legge nel comunicato stampa inviato dal gruppo parlamentare dell'Udc all'Ars - il gruppo Udc lo ha voluto festeggiare inviandogli una bottiglia di coca cola al suo domicilio, accompagnata da un biglietto con su scritto prosit, la coca cola eccita e disseta allo stesso tempo, non c’e’ bisogno d’altro!”.  Immediata la replica che porta la firma del parlamentare regionale Franco Mineo. "La goliardia che travalica in squallore e volgarità sono il chiaro sintomo della profonda crisi di valori che attraversa alcuni componenti dell'Udc in Sicilia". Lo afferma il parlamentare regionale del Pdl Franco Mineo, replicando "alle dichiarazioni e alla provocazione degli esponenti dell'Udc contro il sottosegretario alla presidenza del con delega al Cipr, Gianfranco Micciché. Per Mineo "non meraviglia la reazione infantile e vagamente allusiva del gruppo dell'Udc all'Ars alle parole di Micciché, a volte stare all'opposizione può dare alla testa". "Tuttavia, - aggiunge - è una questione di gusti: ai cannoli cuffariani, offerti anche al leader del Pdl Silvio Berlusconi ma rifiutati con garbo, noi preferiamo le bevande analcoliche che non fanno alzare il tasso glicemico e quindi non alterano le sinapsi celebrali".

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giovedì, 25 giugno 2009
13:45

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A Berlusco' vedi tu che dobbiamo fare? La Chiesa intanto tarda a...

Scritto e riletto un paio di volte da Villino in: , cei , domenico mogavero

Nessuna condanna. La questione morale del Paese è tema caldo per il Vaticano. Forse più caldo del previsto: roba che quindi può anche scottare. Meglio attendere tempi migliori, penseranno alla Segreteria di Stato. Eppure quella “cautela istituzionale” non frena il malumore tra porporati e sacerdoti di periferia. Dopo Famiglia Cristiana, il coro di voci sembra essersi fatto più forte, concreto. A poco sembrano servire i contentini dei bonus promessi alle scuole private o l’accelerazione della legge anti-eutanasia. Il disagio nella Chiesa va sempre più montando, parola di Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo ed ex numero tre della conferenza episcopale italiana. Si tratta dell’uomo che nell’era Ruini era anche l’interlocutore dei palazzi della politica come sottosegretario della Cei. “Nel Paese – spiega monsignor Mogavero sulle colonne della Stampa – si stanno determinando uno sbandamento ed una confusione che esigono un chiarimento da parte di Berlusconi. Nel mio malcontento so si essere in buona compagnia nella Chiesa. Ora sta al premier valutare se sia opportuno dimettersi nel superiore interesse nazionale del Paese. Con i problemi che ci sono (dalla crisi economica alla ricostruzione in Abruzzo), tutto questo è un di più si cui il Paese non avrebbe bisogno. E se non lo avessimo dovuto registrare ce lo saremmo risparmiati tutti”. Si unisce al coro anche l’arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, che raccomanda sobrietà nell’esercizio del potere.

 

E la Chiesa di Roma?

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martedì, 23 giugno 2009
21:36

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Tutto il mondo dicono che sia paese

Scritto e riletto un paio di volte da Villino in: riflessioni

Tutto il mondo dicono che sia paese. C'è, però, una parte di questo paese che prediligo rispetto ad altre. Si tratta di una fetta sottilissima di terra e asfalto. Potrà misurare poco più di sei metri. Sei metri che separano una montagna da un muretto in pietra. Sei metri di assoluta libertà e senso di appartenza al creato. Sei metri dove libertà e autodeterminazione procedono di pari passo senza alcuna intromissione. Dove ogni desiderio è affidato a luci lontane e ogni delusione affogato lungo l'orizzonte visibile che lega cielo e mare. Su Monte Pellegrino trascorro i miei attimi di sospensione. Sospensione dai giudizi, dalle critiche e alle volte (il più delle volte) anche da me stesso. Perché quando la mia presenza abbonda in me sto male. Così come ogni cosa che mi è accade: quando eccede mi sento stritolato... Non parliamo quindi della mia presenza. Già su un piano reale ha il suo "peso".... Ma torniamo alla mia presenza. La mia presenza si allunga solitamente da me per oltre una decina di metri, in larghezza e in altezza. Pesa parecchio, specie quando le gravità attorno hanno un peso specifico notevole. Ora capita che anche quando non sono a Montepellegrino mi sento a Montepellegrino. Mi sento confortato dalla roccia, sostenuto dal Cielo, coccolato dal luccichio di una città che amo e odio. E a quel momento e a quel luogo riesco a dare lo spazio che merita per recuperare le forze e trovare le motivazioni. Oggi come ieri. Ed è per questo che forse tutto il mondo è poi paese. Perché in ogni luogo del mondo riesco ad essere altrove da me, in un medesimo posto. Un posto che si trova dopo il terzo tornante, subito dopo una doppia curva, sotto una parete rocciosa.

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giovedì, 18 giugno 2009
21:18

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Paul McCartney è morto... no, anzi è vivo e fa il compleanno

Scritto e riletto un paio di volte da Villino in: ricorrenze, dediche, ispirazioni, pre visioni, fatti e notizie, qualche comment, paul mc cartney

Quanti sono i Beatles ancora in vita? Chiunque a questa domanda risponderebbe senza alcun dubbio: due, Paul McCartney e Ringo Starr. Ma qualcun altro, forse un po’ più malizioso o più credulone, a seconda dei punti di vista, direbbe: uno! Solo Ringo Starr! E McCartney? Beh, a questa domanda risponderebbe citando una delle più diffuse e incredibili leggende della storia del rock. “Paul è morto nel 1966 ed è stato rimpiazzato da un sosia”. Naturalmente stiamo parlando della leggenda nota come Pid, acronimo di “Paul is dead”, e che vedrebbe in molteplici indizi disseminati nelle copertine dei Beatles una serie di prove a favore di questa teoria. Secondo i fautori della Pid, McCartney sarebbe morto nel 1966 in un incidente stradale e il suo posto sarebbe stato preso da un sosia, tale William Campbell, ex poliziotto, che si sarebbe anche sottoposto a una plastica facciale pur di apparire il più possibile somigliante a McCartney. Questo, per i complottasti, sarebbe stato anche il motivo che avrebbe portato i Beatles a interrompere i concerti dal vivo.  Ma partiamo dall’inizio e precisamente dal 1969, anno in cui si cominciò a diffondere questa voce. Tutto ebbe inizio successivamente alla pubblicazione di “Abbey Road”, da molti considerato il capolavoro del gruppo, che nella copertina vedeva ritratti i Fab Four sull’ormai celebre passaggio pedonale dell’omonima strada di Londra in cui hanno tuttora sede gli studi di registrazione della Emi, casa discografica del gruppo. A un primo sguardo la copertina non tradisce nulla di così particolarmente strano, tranne che per la fervida fantasia di un dj americano che da una serie di presunti “indizi” ricava una prova. Secondo quest’ultimo, infatti, sulla copertina si celano una serie di messaggi nascosti che proverebbero la morte di McCartney. Il primo è Paul senza scarpe, che nel gergo mafioso starebbe a rappresentare un uomo morto. Inoltre McCartney non ha lo stesso passo degli altri 3, e Ringo Starr davanti a lui rappresenterebbe l’impresario delle pompe funebri perché vestito di nero. Continuando con la targa del maggiolino bianco sulla sinistra che recita “28 IF” che in inglese potrebbe anche significare “28 se…”, cioè l’età che McCartney avrebbe dovuto avere al momento della pubblicazione dell’album. Senza dimenticare le tre lettere sovrastanti “LMW” che starebbero per Linda McCartney Weeps” ovvero “Linda McCartney piange”.  Da quel momento in poi tutti i Beatle-fan cominciarono ad andare a ritroso per cercare altri indizi nelle copertine precedenti, senza tralasciare i messaggi nascosti all'interno delle canzoni. Ed eccoli spuntare come funghi, a partire dalla citazione di alcuni testi tratti da “Revolver” nei quali spuntava spesso il tema della morte; continuando con la copertina di “Sgt. Pepper” , nella quale ponendo uno specchio a metà della scritta Lonely Hearts si formerebbe la seguente frase: “1 ONE IX HE DIE” dove l’”11 IX” starebbe a simboleggiare la data della morte di Paul, senza dimenticare le tre lettere incise sullo stemma nel braccio di Paul O.P.D. che starebbero per “Officially Pronounced Dead”, ovvero “Ufficialmente dichiarato morto”. In alcuni testi dello stesso album, come quello di “A Day In The Life”, secondo i complottisti verrebbe descritto l’incidente di McCartney. In “Magical Mystery Tour” ecco il tricheco che secondo gli eschimesi sarebbe un simbolo di morte, mentre all’interno del libretto Paul è seduto a una scrivania dietro un cartello con la scritta “I was”, vale a dire “io ero” con alle spalle le bandiere britanniche a lutto. All’interno del “White Album” ci sarebbe una foto che ritrae Campbell prima dell’operazione di chirurgia plastica.



E questi sono solo alcuni delle decine di indizi che i fautori di questa teoria hanno trovato, o hanno voluto trovare, sulle copertine e nelle canzoni dei Beatles. Naturalmente di leggenda si tratta perché Paul è vivo e vegeto e continua a scrivere pagine di musica meravigliosa. Proprio “Abbey Road” inizia a smentire i fondamentalisti del complotto perché McCartney, nato nel 1942, avrebbe potuto avere solo 27 anni al momento della pubblicazione e non 28. Lui stesso ha voluto fare i conti con questa leggenda e per farlo quale modo migliore se non tramite la copertina di un album? E infatti nell’album dal vivo pubblicato nel 1993 già a partire dal titolo abbiamo una dichiarazione d’intenti: “Paul is live”. La foto ritrae McCartney ad Abbey Road mentre porta al guinzaglio un cane e sulla sinistra ecco ricomparire un maggiolino bianco la  cui targa recita: “51 IS”, ovvero “51 è”, l’età di Paul al momento della pubblicazione di quel cd. Proprio oggi sir Paul compie 67 anni e questo è un modo un po’ diverso dal solito per celebrare la sua vera leggenda che è quella di un musicista unico nel panorama della musica internazionale, autore, da solo e insieme a John Lennon, di canzoni entrate di diritto nelle vite di ognuno di noi. McCartney e i Beatles stessi hanno giocato molto su questa leggenda, tanto intrigante quanto inverosimile e campata per aria. D’altronde, come ha detto Lennon in una vecchia intervista, “Paul ama essere diverso sembrando quasi normale” e da lì abbiamo la spiegazione dei tanti dettagli che circondano le foto dei quattro. Ma il rock è bello anche per questo, per le leggende metropolitane che contribuiscono, seppur in minima parte, a dare l’esatta consistenza della caratura e dell’importanza di un personaggio.


[di Domenico Giardina - tratto da SiciliaInformazioni]

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mercoledì, 17 giugno 2009
14:52

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La rivoluzione verde dell'Iran e il vascello fantasma italiano

Ogni tanto è opportuno spostarci dai confini geografici della sicula terra. Al di là della trinacria, infatti, ultimamente accadono cose assai importanti. Se dall'estremo oriente c'è la Korea che di tanto in tanto mostra i denti all'universo mondo, dal medio oriente assistiamo con entusiasmo al risveglio di un popolo, quello iraniano, che si ribella al regime. Attraverso la tv ma anche e soprattutto attraverso i pc, abbiamo visto volti e striscioni. Volti e striscioni che parlano al mondo con il linguaggio del mondo. Su Youtube i video della folla urlante che da piazza della Rivoluzione si muove sino in piazza della Libertà, parlano a noi di un percorso. Un percorso che dalla  C'è da dire che il popolo che oggi si tinge di verde non è nuovo a questi fatti: basti pensare alla rivoluzione del 1979. Oggi però la ribellione al regime passa dai blog e dalla rete con tutti i suoi social network. Per una mano, come si dice dalle nostre parti, l'Iran ha cancellato gli accrediti degli inviati stranieri e proibito agli organi d'informazione esteri di seguire le manifestazioni. Per un altro verso i pasdaran (gli uomini che fanno parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionario Islamico) hanno minacciato di intervenire contro i mezzi di informazione online se non rimuoveranno da siti e blog notizie o commenti che «alimentino le tensioni». Insomma, Ahmadinejad non naviga di certo in buone acque. Così come la fregata Maestrale. Oggi l'ottimo Ignazio Panzica pubblica su SiciliaInformazioni un pezzo sul "Vascello Fantasma". E' una storia che ancora una volta ci dona, lasciandoci il sorriso sulla bocca (dolce o amaro che sia), lo stato delle cose sul fronte della politica internazionale del nostro Belpaese.

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sabato, 30 maggio 2009
23:37

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Il rifiuto dei rifiuti nella città delle emergenze

Scritto e riletto un paio di volte da Villino in: palermo, amia, abu dhabi

Palermo si riconferma città delle emergenze. Un primato che con difficoltà le può essere strappato di dosso. Cari amici, sappiamo bene che le emergenze non si inventano da un giorno all'altro. Ci vuole tenacia, intelligenza, scaltrezza. E ancora lungimiranza, cinismo e stoico distacco dalla realtà. Tutte doti che il corpo politico, da destra a sinistra, riesce a far suo. Tutte doti che per uno strano volere del destino si mescolano armoniosamente con Palermo.  Con una città che riesce quasi sempre a caricare il fucile a chi poi è disposto a spararle. Adesso capita che nel capoluogo della meravigliosa Isola dei giardini ci si ritrova con strade e piazze colme di rifiuti. Ne parla il Corriere e ne parla ancora meglio Ignazio Panzica su SiciliaInformazioni. Le ragioni dello sciopero degli operatori dell'Amia (l'azienda ex municipalizzata che si occupa della rimozione e dello smaltimento dei rifiuti) sono a molti sconosciute. Così come sono poco note le vicende dell'Amia ad Abu Dhabi, vicende raccontate dai consiglieri dell'opposizione. Intanto la temperatura sale e l'olezzo dai cassonetti pervade le menti, esalta topi e scarafaggi, mortifica per l'ennesima volta la città. In questo video c'è una meravigliosa panoramica delle strade centrali di Palermo e i loro coloratissimi spazi di raccolta dei rifiuti. Buona visione.

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venerdì, 29 maggio 2009
23:25

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Quella strana motonave Vincenzo Florio e gli incendi frequenti

Scritto e riletto un paio di volte da Villino in: traghetto, fatti e notizie, vincenzo florio

Il fumo, le urla dei passeggeri e poi i soccorsi. Sul traghetto della Tirrenia Vincenzo Florio si scatena l'inferno. Il ricordo di un'altra tragedia sfiorata su quella nave non è così lontano. Era il 19 dicembre del 2004. Anche in quella occasione un incendio divampa nel cuore della notte all'interno del garage. Proprio come è accaduto stamattina. La nave si trovava ad una ventina di miglia da Palermo. Nel 2004 era a circa 18 miglia. I precedenti infelici per la motonave Florio non si fermano però all'inverno del 2004. Nel 1999, nel porto di Napoli, il traghetto aveva urtato una nave battente bandiera panamense. Quasi due anni più tardi, lo stesso traghetto durante una manovra ha urtato contro una banchina sempre nel porto di Napoli. Il 21 novembre del 2003, per quasi due ore la nave è rimasta in balia delle onde a causa di un black-out alla corrente elettrica che ha bloccato i motori. Secondo quanto riportano alcuni quotidiani on line anche durante la costruzione della nave, alla Fincantieri di Palermo, oltre vent'anni fa, si era già sviluppato un primo incendio. Poi durante il varo della nave, il traghetto sbatte durante la cerimonia contro la banchina.

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