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Il terzo lato della medaglia, blog di Giovanni Villino
sabato, 21 novembre 2009
22:05

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"Ecco", il nuovo blog di Giovanni Villino. Presto on line

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di:
Il terzo lato della medaglia lascia spazio a "Ecco", il nuovo blog di Giovanni Villino. Uno spazio dedicato ai commenti e all'opinione sui principali fatti di cronaca. Un'area web con approfondimenti e supporti video per meglio conoscere la notizia. "Ecco" sarà una piattaforma aperta ai contributi di amici e colleghi per ampliare i temi di dibattito e confronto. Il terzo lato della medaglia non chiuderà i battenti ma sarà utilizzato come raccoglitore di link sui principali fatti affrontati dai grandi media. Una sorta di archivio virtuale per non perdere traccia di quegli argomenti che di volta in volta saranno affrontati da "Ecco". Nella speranza di aggiornarvi quanto prima, per chi volesse può lasciare la propria mail a info@giovannivillino.com.
venerdì, 20 novembre 2009
23:07

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Il superacceleratore pronto a ripartire

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Corriere della Sera.it
GINEVRA - Dopo 14 mesi di stop dovuto a vari problemi, l'ultimo sembra per una briciola di pane, il superacceleratore di particelle (Lhc) di Ginevra sembra pronto per ripartire. Già poco prima delle 23 i primi fasci di particelle, iniettati venerdì alle 16, hanno fatto il giro completo del grande acceleratore del Cern a Ginevra. Circa 300 ricercatori stanno eseguendo le operazioni necessarie a Leggi ancora...
mercoledì, 18 novembre 2009
22:19

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CO2, l'equilibrio si è rotto. Senza azioni concrete la temperatura salirà di 6 gradi

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Corriere della Sera.it
MILANO - L'equilibrio fin qui esistente tra le emissioni di anidride carbonica (CO2) e la capacità di assorbimento da parte degli ambienti naturali, soprattutto gli oceani, si è rotto e, se la rotta non sarà cambiata rapidamente con azioni concrete, la temperatura globale è destinata a crescere fino di 6 gradi, con conseguenze catastrofiche per tutti. Se molti scienziati avevano previsto la Leggi ancora...
lunedì, 16 novembre 2009
22:55

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Il sondaggio su nuove elezioni in Sicilia: "Il 79 per cento vuole un governo stabile"

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di:

Se c'è una cosa che non mette a proprio agio il Lapino è il sondaggio. Voi immaginate che nel bel mezzo di una discussione, qualcuno blocchi il dialogo e dica: il popolo pensa tutta un'altra cosa. Ohibò, ma come avrà mai questo qualcuno fatto una indagine in quattro e quattro otto e steso risultati e conseguenze. Sì, lo sappiamo ci sono i campioni, i calcoli, le statistiche e tutto il resto... Ma i sondaggi ci lasciano perplessi. Consentiteci almeno questo. Se io povero 'gnurantuni mi vado a leggere in un quotidiano on line il titolo: "Crisi politica. I siciliani dicono no al ritorno alle urne e vogliono un governo stabile. Fiducia nei partiti ai minimi storici"... beh, come minimo apro l'articolo e leggo per capire quali siciliani furono sentiti. Caspita i miei conterranei vogliono davvero che questa classe politica continui a governare? Ma vogliono veramente che la carica dei novanta si goda i privilegi da parlamentari Ars (ricordate cinque mesi per una legge?). Al di là della piacevole sorpresa nello scoprire che i siciliani vogliono un governo stabile (Ma mi sapete indicare quel paese che ama governi instabili al potere?). Comunque, andiamo al pezzo.  Purtroppo non possiamo riportare periodi lunghi. In tempi di "Riproduzione riservata" vogliamo evitare di farci del male. Riportiamo soltanto il dato contenuto: 79 per cento. Questa è la porzione di siciliani che spera che all'Assemblea regionale siciliana si trovi una maggioranza più stabile per superare la crisi di governo. "Soltanto uno su cinque sarebbe favorevole ad un ritorno alle urne", scrivono su Siciliainformazioni. Sta cosa ci fa molto pensare. O noi facciamo parte della minoranza di siciliani, un invidiabile 21 per cento, o i siciliani non hanno ancora capito l'importanza della cosa pubblica, o i sondaggi sono discutibili. Certo, ai siciliani le urne non sono mai piaciute. Figurati se ci vai a rovinare la domenica e li costringi a mettersi in fila e votare tizio e caio. Dio ce ne scansi e liberi da questa possibilità. Meglio rimanere fermi con un centrodestra che si frantuma, un Pd che si divide, un Udc che si vede e non si vede ed un Mpa che non sappiamo che forza abbia.

venerdì, 13 novembre 2009
21:50

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Giovanni il barbone è morto nella piazza di Mondello a Palermo

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: palermo, barbone, mondello
E' morto Giovanni. E' morto nella piazza di Mondello a Palermo, forse a causa del freddo. E' morto probabilmente dopo un arresto cardiocircolatorio. Giovanni, un barbone noto a molti, è morto nella città più "cool d'Italia". Già, cool. Un termine inglese dalla doppia interpretazione e che stamattina poco richiamava salotti e affollati pub. Oggi il termine cool fa pensare al freddo e all'immobilismo. Fa pensare ad una città che, ormai dimentica di sè, si abbandona alle danze dei partiti politici che giocano alla guerra pur di continuare a fare il proprio gioco. Intanto Giovanni muore in una piazza, a pochi passi da una città indaffarata a fare un solo bilancio: "Quanto ho fottuto oggi il prossimo?". Ma Giovanni non è il solo a morire a Palermo. A Palermo ogni giorno qualcosa muore. Muore la speranza di chi vede a rischio il proprio stipendio perché qualcosa non è andato per il verso giusto nell'amministrazione della cosa pubblica. Muore la fiducia in chi crede nell'azione della politica. Muore la volontà dei commercianti schiacciati da scelte non condivise. Muore lo spirito di sacrificio dei volontari e delle associazioni che vedono ancora sperequazioni e ingiustizie. E così via... Tanti omicidi vengono commessi ogni giorno e ci si dimentica che Palermo è un grande dono. Sì, perché Palermo è ciò che ci è stato affidato dai nostri antenati e che dovremo lasciare in eredità ai nostri figli. E noi una città così ai miei futuri figli non vogliamo lasciarla. Vogliamo migliorarla e crediamo che questo sia possibile solo se ciascuno fa qualcosa. Non crediamo a chi allarga le braccia. Non crediamo che "bisogna tirare a campare tanto qui non cambia nulla". Non crediamo a chi ci dice che tutti sono uguali. Crediamo nella forza dell'impegno, nell'efficienza di un'azione politica libera e genuina, crediamo nella partecipazione della città alla vita pubblica. Crediamo che ci sia una Palermo diversa da quella attuale. Crediamo che riappropriandoci degli spazi comuni possiamo sentire nostra questa meravigliosa terra.

[articolo pubblicato su www.ulapino.it]
venerdì, 13 novembre 2009
05:34

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Arieccoce, un altro asteroide ha sfiorato la Terra

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Corriere della Sera.it
LONDRA - Un altro asteroide il 6 novembre ha sfiorato la Terra da vicinissima distanza, appena 14 mila chilometri; quindi ben al di sotto dell’orbita equatoriale a 36 mila chilometri sulla quale ruotano tutti i satelliti per le telecomunicazioni e la TV. Anche questo pianetino è stato scoperto all’ultimo momento, come era accaduto all’asteroide di dieci metri di diametro che l’8 ottobre Leggi ancora...
lunedì, 09 novembre 2009
08:23

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La macchina del Big Bang si blocca. Per una briciola di pane

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Corriere della Sera.it
Gli americani dicono «the devil is in the details», il diavolo sta nei detta­gli. Ma anche Dio — diciamolo — non se la cava male, quando ci si mette. Il Large Hadron Collider (in italiano: grande colli­sore di adroni) è un acceleratore di parti­celle presso il Cern di Ginevra, il più grande e potente mai realizzato. Lungo 27 chilometri, costato 4,9 miliardi di eu­ro, dovrebbe provare Leggi ancora...
giovedì, 05 novembre 2009
19:27

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Le nuove tariffe degli abbonamenti Amat e la città che si candida a tutto

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: abbonamenti, palermo, amat, doriana ribaudo
Qualche tempo fa il Lapino.it aveva parlato delle tariffe nuove sfornate dall'Amat. Da più di un mese giace la proposta fatta dall'azienda trasporti. A ricordarcelo è il capogruppo dell'Udc in consiglio comunale Doriana Ribaudo che scrive in un comunicato: "Tra una candidatura e l'altra di Palermo prima alle Olimpiadi e poi agli Europei di calcio, forse sarebbe il caso prepararci nel migliore dei modi, magari candidandoci prima di tutto ad essere una città normale. Per far ciò dobbiamo partire dalla quotidiana amministrazione, soprattutto lì dove non vi è un esborso di denaro. Un esempio fra tutti: da più di un mese giace una proposta di AMAT di modifica tariffe abbonamenti, con un abbattimento di circa il 30% sull'intera rete di trasporto cittadina. Una proposta che attende solo un si o un no, nessun impegno di spesa da parte del Comune. Tuttavia - conclude la capogruppo - ancora oggi nulla di fatto. Eppure queste tariffe consentirebbero al Comune di garantire anche un maggior numero di abbonamenti gratuiti per le categorie protette".


venerdì, 30 ottobre 2009
14:34

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Una (impossibile) giornata senza Rete

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Corriere della Sera.it
I giornalisti in attività si dividono in due ca­tegorie. Non buoni e cattivi, come pensa qualcuno. Pre-internet e post-internet. I primi hanno iniziato la professione prima della metà degli anni 90, quando la Rete ha smesso di essere un termine per cibernetici, acrobati e pescatori. Si sono adattati alla novità, pena l’emarginazione e/o la disoccupazione. C’è addirittura chi l’ha Leggi ancora...
lunedì, 26 ottobre 2009
07:21

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Ieri Maria Pia e Giovanni non hanno votato alle primarie del Partito democratico

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: sicilia, primarie, palermo, partito democratico
La notte ha portato consiglio. Dopo una serata tra cinema e pizzeria, tornando a casa ho visto i seggi-gazebo del Partito democratico. Ho pensato che, arrivato a casa, avrei dovuto cercare la tessera elettorale, necessaria per votare insieme al documento di identità e due euro. Questa cosa dei due euro, però, non vi nascondo che mi ha messo di malumore. Mentre guidavo cercavo di darmi un motivo, una ragione, un perché. Amo svolgere l'esercizio delle funzioni che spettano ad ogni libero cittadino, ma 'sta cosa di dovere mettere i due euro proprio non mi andava giù. Non mi andava giù il fatto che a distanza di due anni il "costo" di un voto sia raddoppiato (alle primarie del 2007 il contributo volontario pubblicizzato era di un euro). Scatta così, quasi incosciamente, il meccanismo: "Sì, vabbè, al di là dei due euro,  ma a che servono queste primarie?". Al mattino porto a compimento la seguente riflessione: ma se i cittadini non iscritti al Pd partecipano in massa al voto incoronando Marino come segretario, che senso avrebbe per l'intero partito avere un rappresentante condiviso solo dall'otto per cento degli iscritti ai circoli Pd? Leader o leadership? Come potrebbe Marino contare sul supporto degli stessi circoli e sulla condivisione delle posizioni all'interno dello schieramento? Come ne uscirebbe la volontà e il giudizio dei quasi cinquecentomila iscritti al partito? Insomma, la cosa non è tanto bella. Per non parlare poi del risvolto regionale. Palermo è ricca di manifesti dei candidati segretari regionali. Una battuta che mi ha fatto sorridere l'ho trovata su FascioeMartello. Scrive Carmelo Di Gesaro: "Questa mattina mi sono fatto un giro sui profili di facebook di alcuni miei amici che sono iscritti al Partito Democratico ed ho scoperto che: “Io sostengo Bersani ma voto Franceschini perchè Marino è laico ed in caso di ballottaggio appoggia Franceschini però mi candido con Bersani che in Sicilia ha Mattarella anche se preferisco Lumia penso che alla fine voterò Lupo”. Ovviamente sul lato regionale non mi soffermo in questo post. Tornando alle ragioni delle primarie, leggo invece un bisogno non troppo latente e sempre più impellente, di berlusconiana memoria (non troppo lontana), di un utilizzo dell'evento per l'alto carattere mediatico. Un evento che cerca una legittimazione esterna che però non può essere verificata e rischia di mortificare la volontà degli iscritti. Concludendo il ragionamento, anche ieri sera, il Partito democratico, al termine della consultazione, ha messo davanti la politica dei numeri. Quasi tre i milioni di persone che si sono recati alle primarie. "Un successo" gridano i tre candidati. Un successo come nel mese di ottobre di due anni fa. Poi però sappiamo come è andata a finire... Una cosa che non so dove va a finire è invece il "ricavato" delle consultazioni. Sarei curioso di sapere a chi o a cosa andranno i quasi sei milioni di euro raccolti...
venerdì, 23 ottobre 2009
15:40

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Palermo, vibratori in vendita nelle farmacie: boom di ordinativi in provincia

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: sicilia, sesso, palermo, provincia, cei , vibratore, giornale di sicilia, farmacia, mariano crociata, monsignor, Salvo Ricco
Mentre il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, invita i farmacisti d'Italia a riflettere sul tema dell'obiezione di coscienza che deve essere riconosciuta come diritto, permettendo "di non collaborare direttamente o indirettamente alla fornitura di prodotti che hanno per scopo scelte chiaramente immorali come l'aborto e l'eutanasia". A Palermo la discussione su moralità e opportunità si sposta su un altro fronte, quello dei vibratori.  Avete ben capito, mi riferisco a quello strumento utilizzato in ambito sessuale. Si trova ormai da settimane proprio sui banconi di alcune farmacie, meno a portata d'occhio e spesso nascosto tra preservativi e cerotti. A darne notizia, oggi, Salvo Ricco in un articolo pubblicato dal Giornale di Sicilia. L'apparecchietto, prodotto da una nota azienda inglese, misura diciotto centimetri e costa venti euro. Presto sarà posizionato all'esterno negli appositi erogatori di profilattici. L'azienda ha infatti intenzione di arricchire l'offerta di quelli che definisce prodotti per il "benessere sessuale". Intanto in città si apre il dibattito sul fatto se sia più o meno ortodossa la vendita di vibratori in farmacia. Un sessuologo, intervistato da Ricco, sostiene la vendita: "Personalmente ho consigliato quello a tre velocità a una mia paziente che non riusciva ad avere orgasmi" afferma lo specialista. Più cauto l'ordine dei farmacisti. Intanto pare che gli ordinativi stiano invece fioccando  in provincia tra Altofonte, Villabate e Bagheria.
lunedì, 19 ottobre 2009
11:37

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Caronia. Nel paese dei fuochi misteriosi ripartono i monitoraggi

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: ufo , fuochi, canneto di caronia, basso Tirreno, Flavio Vanetti
Dopo qualche anno di silenzio metodico si torna a parlare di Canneto di Caronia. Il piccolo centro in provincia di Messina è stato protagonista nel 2004 di strani fenomeni meglio conosciuti come "i fuochi di Caronia": incendi improvvisi nelle abitazioni e tra i campi, presenza di anomali flussi elettromagnetici e avvistamenti di Ovni (oggetti volanti non identificati). Entro fine anno a Caronia dovrebbero ripartire i monitoraggi. Almeno secondo quanto riporta Flavio Vanetti nel blog mistero Blufo del Corriere.it. “Da un lato c'era il decreto della presidenza del consiglio – si legge su misterobufo.corriere.it - che istituiva il gruppo di lavoro interdisciplinare su questi fenomeni; ma dall'altro le stesse istituzioni (in senso lato, e viene in mente la Regione prima di tutte) nulla hanno fatto per risolvere un banale e decisivo problema, quello di dotare il comitato di una sede operativa una volta che il padrone dello stabile aveva dovuto vendere, per questioni sue, la casa nella quale le apparecchiature erano ospitate e dove funzionava la centrale di coordinamento. […] Si arriverà a posizionare sensori e macchinari oggi completamente inattivi in strutture pubbliche, come caserme dei carabinieri, tanto per dare l'idea. […] Più volte ci sono stati sospetti, se non certezze, che Caronia sia solo una delle facce di un prisma molto particolare, l'area del Basso Tirreno (basta ricordare strani fenomeni incendiari avvenuti su alcuni traghetti in servizio da Palermo alla Sardegna). Quindi, è molto probabile che i sensori vengano installati anche alle Eolie e in altre zone, allo scopo di creare una vera e propria rete di immagazzinamento dei dati”. Per fare una piccola cronologia dei fatti è opportuno ricordare che i primi fenomeni si sono registrati a metà febbraio del 2004. La prova di questo “inizio” sarebbe scritta, come riporta il sito gialli.it “nell’ultima riga di in un documento della Polizia locale: non c’è dolo dietro i ripetuti fenomeni incendiari che da circa un mese si verificano nel piccolo centro siciliano”. Cominciano i piccoli roghi di elettrodomestici, divani e impianti elettrici. Sulla spiaggia di Canneto alcuni esemplari marini si arenano come alghe putrefatte. A largo basta un telefonino per fotografare bolle marine dal diametro di un chilometro. Nei campi le melanzane hanno i colori dell’arcobaleno. Pare, che chi abbia cercato di fotografare nel cielo oggetti non identificati abbia riportato delle ustioni alle mani poi refertate dai pronto soccorso. C’è stato successivamente alla segnalazione di questi eventi un’interrogazione parlamentare e subito dopo il silenzio. Un silenzio durato cinque anni.
domenica, 18 ottobre 2009
07:49

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+++ Scossa di terremoto nel Ragusano +++

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: flash news
Una scossa di terremoto è stata avvertita questa mattina, intorno alle 6 meno un quarto, in provincia di Ragusa. I sismografi dell'istituto di geofisica e vulcanologia hanno registrato una magnitudo di 3.5 gradi sulla scala Richter. L'epicentro è ad una profondità di circa diciotto chilometri. Non si segnalano al momento danni a persone o cose. Ad avvertire la scossa i centri abitati di Canicattini Bagni, Floridia e Solarino. Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Monti Iblei.
venerdì, 16 ottobre 2009
15:00

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Palermo, una città da ufficio postale: ognuno per sè e Dio per tutti

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: sicilia, informazione, palermo
Ieri ho partecipato ad un’assemblea cittadina a Sala delle Lapidi. Eravamo in pochi, era prevedibile. Prevedibile per una città che vive le emergenze solo nelle fasi acute e soprattutto quando ad essere intaccato è l’interesse del singolo e mai della comunità. Per far capire, soprattutto a chi palermitano non è, come qui viviamo gli stati d’emergenza basta portare un esempio: l’ufficio postale. È il luogo di incontro e sfogo della città. Uno sportello è in grado di “livellare” ogni differenza, un turno elettronico cancella ogni privilegio derivante dal proprio status economico e mette quasi tutti sulla stessa “barca”. La rabbia comune, di solito, esplode quando ci si accorge che c’è poco personale, che le code diventano insostenibili, che il sistema informatico perde la connessione, che le operazioni sono lunghe. Si alza la voce, si battono i pugni sui tavoli e si tende a colpire soltanto la parte debole del sistema. Ovvero i dipendenti agli sportelli che in realtà sono terminale ultimo e spesso non responsabile dei disagi. Una volta effettuata l’operazione, sul volto dell’utente palermitano avviene la mutazione: un’aura luminosa sembra distinguerlo dal grigio mondo circostante, sorride compiaciuto di aver portato a termine l’eventuale pagamento e saluta cordialmente il “pubblico” restante sottintendendo: “io c’ha fici, a vuatri un sacciu comu finisci”. In una società migliore di questa, gli utenti si organizzano, presentano una denuncia alle autorità competenti per sottolineare eventuali inadempienze, fanno azione comune contro la cattiva organizzazione dell’ufficio e ricorrono in massa agli strumenti che la nostra democrazia offre. Ecco la parola chiave: massa. Le masse ci sono. A Palermo poi si creano con una facilità quasi magica, raggiungono numeri impensabili con le conseguenze più tristi per il quieto e civile vivere… ciò che manca alle masse è il peso specifico. La colpa di tutto questo? Vai a scoprirla… Forse, però, più che una colpa sarebbe il caso di individuare chi la responsabilità. Da addetto ai lavori avanzo un ipotesi: l’Informazione. Giornali, radio e tv parlano ancora alla gente? Se sì, chiedo ai miei colleghi: perché la città è sorda e cieca? Il giornalismo è oggi effettivamente cane da guardia del potere? Soltanto in una società dove il cittadino viene “bene” informato ci sarà consapevolezza. Questa permetterà di resistere o ribellarsi. Ma questo è rischioso e il potere (con la p minuscola) lo sa bene. E ciò che il potere sa ancora meglio è creare diversità e divisioni. Divide et impera. Per questo è difficile vedere in un’assemblea cittadina l’aula consiliare stracolma con i rappresentanti di tutte le minuscole tragiche emergenze urbane. Poi penso che forse proprio per questo Palermo finora è riuscita a sopravvivere ai dominatori e pure a se stessa.
giovedì, 15 ottobre 2009
23:18

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Nubifragio a Palermo, strade allagate e danni nel centro storico

In quanto scritto e riletto un paio di volte da Villino si parla di: palermo, maltempo, nubifragio

Nomen omen. Forse solo oggi l'etimologia del nome della mia città emerge (è il caso di dire) con una evidenza schiacciante. Palermo, Tutto Porto. Sì, perché basta una ondata di pioggia straordinaria per sommergere tutto e trasformare ogni angolo di città in una piccola baia. Ieri sera un nubifragio ha messo in ginocchio diverse strade, la pioggia insistente ha causato gravi danni e disagi in molti quartieri popolari. Alcuni tratti di via Messina Marine sono impraticabili, così anche in via Oreto ed in molte strade del centro storico della città. Alcuni sottopassi in viale Regione Siciliana sono colmi d'acqua. Allagata anche la borgata marinara di Mondello. Centinaia le chiamate ai vigili del fuoco. La pioggia di questa notte, che si sta riproponendo in formato light in mattinata, ha paralizzato mezza città. In autostrada si cammina a passo d'uomo, le auto devono percorrere in fila indiana un tratto allagato. In via dell'Università e nella zona di Casa Professa l'acqua ha invaso le abitazioni a pian terreno di molte famiglie. Alcune auto a Ballarò sono state trascinate dalla furia dell'acqua. Stessa situazione nella zona Nord della città. A Belmonte Chiavelli, per fortuna, al momento non si segnalano cedimenti dal costone che sovrasta le abitazioni. Ripenso alla proposta delle Olimpiadi a Palermo. Forse la candidatura più adatta è quella per i campionati mondiali di nuoto e, perché no, indire la prima edizione di quelli di immersione. E' inevitabile che con un panorama del genere mi tornino in mente le immagini della pubblicità di Sky (e non me ne voglia l'onorevole Pino Apprendi che ha considerato lo spot di cattivo gusto dopo i tragici eventi legati alle alluvioni nel Messinese).